NOTTE DELLA TARANTA 2017: 20 ANNI DI MUSICA E DANZA


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Lo scorso 26 agosto si è svolta la ventesima edizione della Notte della Taranta.
Quasi 20 anni fa nasceva questo evento straordinario, promotore di una tradizione musicale che racchiude l’identità di un territorio.
Il palco della Notte della Taranta ha ospitato negli anni un numero altissimo di artisti e maestri concertatori provenienti da mondi musicali diversi, dal pop, al rock, passando per la musica classica o cantautoriale. Ciascuno di essi ha portato la propria esperienza musicale  mescolandola alla perfezione con i suoni ritmici ed ipnotici della Taranta.
Quest’anno il ruolo di maestro concertatore è toccato al talentuoso Raphael Gualazzi che ha voluto mordere la Taranta con l’ l’improvvisazione jazz.
Dopo una prima parte di suoni e melodie strettamente legati alla tradizione, Gualazzi ha voluto virare in maniera decisa verso le sonorità jazz e verso l’improvvisazione che caratterizza da sempre il genere. Spazio, dunque, agli assoli del sassofono di Ries e alle percussioni di Martinez.
Oltre ai virtuosismi e alle improvvisazioni, la Taranta di Gualazzi ha dato spazio anche all’intimità del jazz più raffinato grazie al contributo di una delle voci più calde e belle del panorama jazzista: Gregory Porter. L’artista internazionale ha emozionato il sottoscritto _ e non solo _ quando ha interpretato “Quannu te ‘llai la facce” di Tito Schipa  (famosissimo tenore salentino di inizio secolo), avvicinandosi a una lingua e a una realtà musicale a lui sconosciuti  con la modestia e la gentilezza che soltanto la sua voce può esprimere.
Da ricordare, inoltre, la struggente melodia “Prayer for the Mothers” intonata dall’artista israeliana Yael Deckelbaum. L’incantevole inno è stato accompagnato dalla danza di Nicoletta Manni, ètoile del Teatro alla Scala di Milano di origini salentine.
Una nota particolarmente positiva del concertone di quest’anno è stata poi la scenografia realizzata con le tipiche luminarie che colorano i paesi salentini durante le feste patronali: un ulteriore richiamo alla tradizione che ha illuminato come mai prima d’ora la notte più lunga e ritmata del Salento.

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