ALLA SCOPERTA DELLA SERRA DI PORTO BADISCO


00-Porto- Badisco-la-via-appia-calabra-sallentina-_dsc0165-mauro-palanoLa Via Appia Calabra Sallentina a Porto Badisco © MAURO PALANO

Dopo la pausa estiva, domenica 1° ottobre abbiamo preso parte alla prima escursione organizzata dall’Associazione Made for walking.
Il punto di ritrovo era il Bar “Da Carlo” a Porto Badisco: da lì abbiamo cominciato il nostro cammino, anche se solo dopo un breve tratto ci siamo fermati a osservare la bellezza della piccola insenatura, dove alcuni avventori si godevano il sole e il mare d’ottobre. Guidati dai racconti dello speleologo Nini Ciccarese, abbiamo ammirato le stratificazioni rocciose che caratterizzano quel tratto di costa; camminando tra le rocce biancastre siamo giunti in cima al costone roccioso che domina la zona. Da quassù  la nostra guida ci ha parlato della Grotta dei Cervi, definita dal National Geographic “La Cappella Sistina del Neolitico” per via dei tantissimi pittogrammi presenti sulle pareti. Dai racconti dell’esperto, abbiamo scoperto che la quasi perfetta conservazione dei disegni è stata permessa dal microclima che si é creato all’interno della grotta e che è rimasto inalterato per millenni. Ragion per cui la grotta é adesso chiusa alle visite del pubblico, sebbene  una ricostruzione 3D é visibile presso il castello di Otranto.

Ripreso il cammino, abbiamo”scalato” la serra che s’innalza alle spalle di Porto Badisco. Qui l’azzurro del mare lascia posto al grigio delle rocce. Scenari incredibili si sono aperti dinanzi ai nostri occhi, resi ancora più surreali dalla totale assenza di rumori. Lungo il percorso abbiamo incontrato la Masseria Consalvi, dalla quale abbiamo imboccato l’antica Via Appia Calabra Sallentina,  un tragitto calpestato dai viandanti da ben duemila anni. Sulla strada abbiamo trovato anche la piccola Chiesa della Madonna della Serra, così chiamata per via dell’ubicazione della stessa sulle tipiche alture salentine denominate “serre”. Edificata nel corso del XVII sec., è una semplice chiesetta di campagna voltata a botte, la quale ormai versa in uno stato di completo abbandono e degrado.
Dopo aver ammirato la piccola cappella, abbiamo proseguito il nostro itinerario fino a giungere presso il Menhir di San Giovanni Malcantone, che con i suoi 4 metri di altezza è uno dei più alti ed imponenti della Terra d’Otranto. Qui abbiamo approfittato a rifocillarci e riposare un po’.
Ripreso il cammino, ci siamo diretti verso il vicino paese di Cerfignano, dove ad attenderci c’era Don Pasquale Fracasso, il parroco del luogo, che ha aperto a noi viandanti le porte della Cappella della Madonna di Costantinopoli risalente al XIV sec, traccia dell’anima bizantina del territorio.

Dopo questa tappa, eravamo pronti a tornare al nostro punto di partenza…Ci siamo incamminati lungo il tratto più bello del nostro viaggio: dinanzi a noi solo il mare e la scogliera biancastra, denominata la vallata della Fraula.
Ma prima di intraprendere la strada del ritorno, non potevo non godermi la bellezza di questo scenario…  in completa solitudine.

la-vallata-della-fraula-a-porto-badisco_dsc0283-mauro-palanoLa Vallata della Fraula a Porto Badisco © MAURO PALANO

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