{"id":653,"date":"2018-12-02T11:49:53","date_gmt":"2018-12-02T10:49:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tenutakyrios.it\/?p=653"},"modified":"2021-04-14T18:52:31","modified_gmt":"2021-04-14T17:52:31","slug":"muretti-secco-riconosciuti-patrimonio-dellumnanita-dallunesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/2018\/12\/02\/muretti-secco-riconosciuti-patrimonio-dellumnanita-dallunesco\/","title":{"rendered":"I muretti a secco riconosciuti patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<figure id=\"attachment_655\" aria-describedby=\"caption-attachment-655\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-655\" src=\"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/DSC0505-M-\u00a9-MAURO-PALANO-per-sito-internet.jpg\" alt=\"L'arte dei muretti a secco, riconosciuta patrimonio intangibile dell'umanit\u00e0\" width=\"960\" height=\"643\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-655\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;arte dei muretti a secco, riconosciuta patrimonio intangibile dell&#8217;umanit\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;UNESCO ha riconosciuto l&#8217;arte dei muretti a secco, come patrimonio immateriale dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;organizzazione ha dato ieri la\u00a0notizia tramite il suo profilo Twitter, perch\u00e9 rappresenta la &#8220;relazione armoniosa fra l&#8217;uomo e la natura&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed effettivamente \u00e8 cos\u00ec: i muretti a secco sono un patrimonio dell&#8217;intero Mediterraneo (la candidatura infatti \u00e8 stata presentata da 9 paesi del bacino: oltre all&#8217;Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre caratterizzano il paesaggio di questi paesi: ad esempio da noi in Puglia (che in Italia \u00e8 stata tra le regioni promotrici della candidatura) in alcune (poche) zone del suo territorio,\u00a0 \u00e8 stata usata per effettuare i terrazzamenti per rendere coltivabili i terreni caratterizzati da lievi pendii: mentre nel nostro Salento, l&#8217;arte dei muretti a secco ha avuto una duplice funzione; la prima, facilmente intuibile, era quella di delimitare i confini dei vari terreni&#8230;una volta venuto meno il latifondismo, ognuno dei piccoli proprietari voleva vedere i vari confini in modo da preservare la Sua propriet\u00e0 cos\u00ec agognata. Per delimitare i confini era necessario un confine molto tangibile e poco fraintendibile: la soluzione migliore era quella di realizzare dei veri e propri muri, ma chiaramente i piccoli proprietari non potevano permettersi di comprare dei conci di tufo o pietra leccese per realizzare questi confini: dunque visto che i terreni, di origine calcarea, erano pieni di pietre pi\u00f9 o meno grandi che rendevano anche difficile la coltivazione dei terreni, i nostri avi hanno effettuato una grande opera di pulizia e recupero di materiale &#8220;inerte&#8221;. Infatti contestualmente all&#8217;operazione di raccolta e stoccaggio delle pietre in quelle che nel Salento si chiamano &#8220;specchie&#8221; (appunto dei grandi ammassi di pietre), si \u00e8 passati alla realizzazione dei muretti per delimitare i confini. Questo ha comportato un grande lavoro da parte degli uomini di questo territorio. Recuperare le pietre dal terreno, poi spostarle la dove necessarie alla realizzazione del muro, e successivamente lavorarle per renderle idonee alla realizzazione del muro nasconde un grande lavoro, che nel passato \u00e8 stato svolto interamente con il lavoro fisico dell&#8217;uomo, senza l&#8217;ausilio di strumenti, se non che del martello necessario a rompere una pietra pi\u00f9 grande in pietre pi\u00f9 piccole, o lavorare la faccia di una pietra per poterla &#8220;incastonare&#8221; insieme alle altre. Ho volutamente usato questo questo termine &#8220;incastonare&#8221; perch\u00e9 si tratta di un lavoro certosino e di grande precisione: non a caso i muretti a secco che caratterizzano il nostro territorio sono ultra centenari, ma ancora in piedi a testimoniare la grande fatica svolta dai nostri avi.<\/p>\n<div style=\"width:100%\"><div class=\"wd_error\"><p><strong>Keine Galerie ausgew\u00e4hlt, oder die Galerie wurde gel\u00f6scht.<\/strong><\/p><\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, se doveste trovarVi dinanzi ad un muretto a secco qui nel Salento, non lo guardate con approssimazione: fermatevi ad osservare come ogni pietra combacia perfettamente a quella che le si trova affianco; ammirate come il tempo ha cambiato il volto di quelle pietre, che da marroni per la terra sono diventate grigie e nere, per via del muschio che vi si crea e poi secca al di sopra; pensate che fra quelle pietre trovi la propria casa un fauna ed una flora tipici del nostro territorio; e soprattutto accostate il capo e ponete l&#8217;orecchio&#8230;potreste ancora sentire il rumore dei martelli picchiare sulle pietre e la sofferenza dei nostri avi intrappolata fra quelle stesse pietre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;UNESCO ha riconosciuto l&#8217;arte dei muretti a secco, come patrimonio immateriale dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;organizzazione ha dato ieri la\u00a0notizia tramite il suo profilo Twitter, perch\u00e9 rappresenta la &#8220;relazione armoniosa fra l&#8217;uomo e la natura&#8221;. Ed effettivamente \u00e8 cos\u00ec: i muretti a secco sono un patrimonio dell&#8217;intero Mediterraneo (la candidatura infatti \u00e8 stata presentata da 9 paesi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"de","enabled_languages":["it","en","de"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"de":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=653"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1047,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions\/1047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=653"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=653"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tenutakyrios.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=653"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}